23/09/2019 – Il cambio di destinazione d’uso è compatibile con un intervento di restauro e risanamento conservativo? O si sfocia invece in una ristrutturazione edilizia? Quale titolo abilitativo è necessario? A questi interrogativi ha risposto la Cassazione con la sentenza 38611/2019.

Ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo, il caso
I dubbi nascono dal caso di un cambio di destinazione d’uso, da residenza a turistico-ricettivo, di un edificio risalente al Settecento. La variazione era stata accompagnata da una serie di opere di nuova costruzione e ristrutturazione, come la realizzazione di una pavimentazione al posto di un giardino all’italiana e la creazione di Spa, fontane e parcheggi, svolte senza permesso di costruire o sulla base di autorizzazioni non valide.

Per questi motivi, il Gip aveva disposto il sequestro preventivo dell’immobile. Il Tribunale ordinario aveva però annullato il provvedimento..
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